Austria 2120: e se stesse capitando anche a te?
Austria 2120 è l’oggetto della storia reale di una cliente che ora seguo come suo consulente finanziario indipendente.
Paola è una signora di circa 50 anni e un patrimonio di diverse centinaia di migliaia di euro. È una lettrice di questo blog. Il nostro rapporto è iniziato quando, in risposta a uno dei sondaggi che ogni tanto invio nella newsletter, mi ha scritto queste righe:
“Continuavano a cambiarmi il private banker e a conti fatti il mio capitale non è cresciuto granchè, anzi in alcuni casi ci ho rimesso. Da un anno ho cambiato banca, cambiando per la TERZA volta tutti gli investimenti […] ovviamente tutti in fondi proposti dal private banker.“
Nell’analizzare il suo portafoglio, sono stato colpito dalla presenza di un titolo di stato piuttosto particolare. Si tratta del bond austriaco Austria Tf 0,85% Gn2120 Eur – ISIN: AT0000A2HLC4, emesso nel 2020 e con scadenza nel 2120. Da ora in avanti, per comodità, lo chiameremo “Austria 2120”.
Cosa ci faceva un titolo di stato della durata di 100 anni nel portafoglio di Paola?
Compensare le minusvalenze con Austria 2120?
Paola mi ha spiegato che, nella primavera del 2024, nel suo zainetto fiscale si era accumulata una minusvalenza di circa 10.000 € da compensare. La minusvalenza proveniva dalla vendita in perdita di alcuni fondi che le erano stati precedentemente consigliati dalla banca. I fondi infatti andavano male, e così erano stati liquidati ad un valore più basso del loro acquisto. La storia di Austria 2120 comincia proprio qui.
Come sappiamo, infatti, tra gli strumenti idonei per la compensazione delle minusvalenze troviamo anche i titoli di stato (anche non solo italiani). Così, al fine di compensare le minusvalenze realizzate, era stato consigliato a Paola di investire pesantemente in un’obbligazione governativa che in quei mesi quotava ampiamente sotto la pari. Il titolo selezionato per lei è stato proprio Austria 2120.
Su suggerimento del suo private banker, Paola ha dunque dato il mandato di comprare Austria 2120 nell’estate del 2024, al prezzo di 47€. Ha investito una cifra importante. Il titolo proveniva da una lunga discesa:
Perché comprare proprio Austria 2120?
Perché è stato dato a Paola il consiglio di comprare proprio Austria 2120?
L’idea nasceva dall’aspettativa che il suo prezzo sarebbe esploso nel momento in cui la BCE avesse iniziato a tagliare i tassi. Il primo taglio è avvenuto proprio a giugno del 2024. “Con questo titolo così lungo in portafoglio, in un contesto di tassi in discesa, recupererai le minusvalenze molto in fretta”, le hanno detto.
Sappiamo infatti che esiste una relazione inversa tra prezzi delle obbligazioni e tassi di mercato. Ne ho parlato a lungo nell’articolo relativo ai migliori BTP da comprare oggi. All’aumentare dei tassi (rendimenti) su determinate scadenze, i prezzi delle obbligazioni collegate scendono:
Esiste un parametro, chiamato “duration”, che cattura proprio la “sensibilità” di un’obbligazione alle variazioni dei tassi di interesse. Più è elevata, più le oscillazioni del prezzo sono intense anche per piccole variazioni dei tassi. E Austria 2120 è un titolo con duration molto, molto elevata.
Sarebbe così bastata una piccola riduzione dei tassi BCE, le avevano detto, per provocare un aumento vertiginoso del prezzo del bond, che poi sarebbe stato venduto per recuperare le minus.
Capiremo tra poco il rischio a cui Paola è stata esposta con una mossa del genere.
Ci sono tassi… e tassi
Quando si parla di relazione inversa tra prezzi e rendimenti (tassi) bisogna fare attenzione ad un dettaglio non irrilevante. La frase “il prezzo del tuo bond salirà al calare dei tassi” è indubbiamente vera, ma a quali tassi ci si riferisce? Il nocciolo della questione è proprio questo. Non tutti i tassi sono uguali. O meglio, non tutte le obbligazioni rispondono allo stesso tipo di tasso.
I tassi di cui più comunemente si sente parlare sono i tassi definiti dalle banche centrali, come appunto i tassi BCE. Sono proprio i tassi sui quali è stata formulata la previsione che è stata fatta a Paola. Ora però è importante sottolineare che le banche centrali hanno il controllo sui tassi a breve termine, non su quelli a lungo termine. I tassi a breve vengono manomessi all’occorrenza dalle banche centrali con l’obiettivo di sorvegliare il livello dei prezzi nell’area monetaria di riferimento. In un interessante paper della stessa BCE dello scorso Aprile 2025 viene spiegato nel dettaglio in che modo proprio la BCE manipola i tassi a breve termine per controllare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria in Europa e regolare l’inflazione.
I tassi BCE sono collegati alle obbligazioni a breve scadenza
Quando la banca centrale cambia i tassi a breve termine, ovvero quelli che meglio controlla, i primi strumenti finanziari a “risentire” di questa variazione sono le obbligazioni a breve scadenza e i depositi (non a caso i conti deposito sono tornati alla ribalta nel periodo 2023-2024). Per esempio, guarda come è cambiato il rendimento dei titoli di stato italiani a 1 anno in concomitanza delle variazioni dei tassi di interesse stabiliti dalla BCE:
Ho preso come riferimento i titoli italiani, e non quelli tedeschi, semplicemente perché più vicini all’esperienza dell’investitore comune italiano. Il concetto non cambia.
Come noterai, c’è una relazione molto forte tra l’andamento dei tassi BCE (figura in alto) e quello dei rendimenti dei titoli di stato italiani a breve scadenza (figura in basso). Quando i tassi BCE salgono, anche i rendimenti delle obbligazioni euro più corte salgono, e viceversa. In altre parole, i tassi a breve termine definiti dalla BCE hanno un impatto diretto sui rendimenti delle obbligazioni europee a breve termine. Sono, per così dire, “collegati”.
Austria 2120 non risponde alle logiche dei tassi BCE
I tassi a breve termine, tuttavia, non hanno molta influenza sulle obbligazioni con scadenza molto lontana nel tempo. In un altro paper prodotto nel 2007 dalla BCE, intitolato Inflation Linked Bonds from a Central Bank Perspective, si osserva che il rendimento (nominale) dei bond a lungo termine può essere pensato come somma di tre contributi:
- tasso di inflazione atteso a lungo termine
- tasso di interesse reale atteso (legato a sua volta alle aspettative di crescita economiche)
- premio per il rischio di detenere bond lunghi rispetto a quelli corti, che sono meno rischiosi
Si può aggiungere un quarto contributo legato all’equilibrio tra la domanda e l’offerta di titoli. Ne consegue che il prezzo di un bond a lungo termine potrebbe essere del tutto errante e totalmente scollegato rispetto ai movimenti dei tassi BCE, che riguardano il breve termine. L’immagine sotto spiega bene il punto. In alto, abbiamo il tasso a breve termine definito dalla BCE (€STR), mentre in basso viene riportato l’andamento del titolo di stato Austria 2120. Si noti quanto poco siano relazionati:
Come si può osservare, fino a luglio del 2022 i tassi BCE erano fermi. Eppure, il prezzo di Austria 2120 è salito nel finale del 2020, e poi ha iniziato la sua discesa verticale fino all’estate del 2022 (frecce nere). In altre parole, ben prima che la BCE alzasse i tassi a breve termine il titolo aveva già avuto escursioni di prezzo di decine e decine di punti percentuali.
Mentre poi la BCE alzava i tassi (2022-2023), il titolo scendeva ancora (freccia rossa tratteggiata), per poi risalire nella parte finale del 2023 e stabilizzarsi per gran parte del 2024 (freccia verde). Proprio in questo momento viene dato a Paola il consiglio di investire nel titolo, in previsione dei tagli dei tassi BCE.
Dall’estate del 2024, la BCE ha effettivamente iniziato a ridurre i tassi, ma Austria 2120 ha nuovamente iniziato a scendere (frecce blu tratteggiate), esattamente il contrario di ciò che le era stato “pronosticato”.
La posizione di Paola è oggi in perdita del 28%.
Austria 2120: una patata bollente nel portafoglio di Paola
Austria 2120 è diventata una patata bollente nel portafoglio di Paola. Da titolo inserito per recuperare una minusvalenza, è ora diventato un titolo in pesante perdita. Certamente, il titolo potrebbe recuperare, anche autonomamente, e per mille fattori.
Ma fermiamoci un momento e chiediamoci: cosa ci insegna questa storia? Ecco alcuni punti cardine su cui riflettere:
- Quando si prende una decisione di investimento, non conviene fare alcun tipo di previsione. Anzi, meno previsioni si fanno, meglio è. La decisione di far investire Paola in Austria 2120 proveniva dalla previsione che il titolo sarebbe esploso nel momento in cui i tassi BCE sarebbero scesi. I tassi BCE sono effettivamente scesi, eppure il titolo si è mosso in modo opposto alle aspettative.
- Quando si tratta di bond, distinguere sempre a quali tassi ci si riferisce. Per le obbligazioni corte, la relazione inversa tra prezzi e rendimenti può essere collegata all’andamento dei tassi BCE. Ma per le obbligazioni lunghe, non funziona così. La “previsione” che i prezzi delle obbligazioni sarebbero saliti nelle fasi di taglio dei tassi BCE poteva valere per titoli corti, ma non per i titoli lunghi come Austria 2120, che ha un andamento del tutto imprevedibile.
- Evitare sempre le scommesse. Meglio utilizzare strategie diversificate piuttosto che concentrare la posizione in una scommessa della serie “o la va o la spacca”. Se la scommessa risulta sbagliata, si rischia di perdere molto denaro.
- Se hai delle minusvalenze significative da compensare, risulta molto più facile gestire la questione utilizzando un mix diversificato di azioni singole, oro e bond, da pesare in base al contesto di mercato, piuttosto che puntare tutto su un unico “cavallo”.
Tu cosa ne pensi? Fammi sapere nei commenti il tuo pensiero! Se anche tu sei in una situazione simile a quella di Paola, qui sotto trovi il bottone per prenotare un appuntamento conoscitivo con me:
A presto,
Francesco
Andrea
Bravo Francesco, bell’articolo. Complimenti per il lavoro di divulgazione che porti avanti!