Consulenza indipendente o non indipendente? Facciamo chiarezza
Negli ultimi anni molte persone hanno sentito parlare di “consulenza indipendente”, “a parcella”, “fee-only”, o “modello a commissione”.
Spesso questi termini vengono usati in modo interscambiabile, soprattutto a livello commerciale. Altre volte vengono “piegati” a seconda di chi comunica: alcune banche e reti, ad esempio, parlano di “contratto fee-only” pur erogando un servizio che, tecnicamente, non è consulenza indipendente secondo la normativa italiana ed europea.
Il risultato è prevedibile: i risparmiatori fanno fatica a capire quali differenze ci siano davvero tra i due modelli.
Con questo articolo provo a fare chiarezza in modo semplice, sereno e costruttivo. Il mio obiettivo è uno solo: aiutarti a capire cosa stai acquistando quando scegli un servizio di consulenza finanziaria.
Due modelli normativi: indipendente e non indipendente
La normativa italiana (TUF – Testo Unico della Finanza) e la normativa europea (MiFID II) prevedono due forme di consulenza finanziaria, ciascuna con regole precise:
1. La consulenza finanziaria indipendente (art. 18-bis TUF)
L’art. 18-bis del TUF (Testo Unico della Finanza) disciplina l’attività di consulenza finanziaria autonoma prestata da persone fisiche, consentendo loro di esercitare tale professione senza detenere denaro o strumenti finanziari dei clienti.
Per farlo, è necessaria l’iscrizione a una specifica sezione dell’albo dei consulenti finanziari, dimostrando il possesso dei requisiti di professionalità, onorabilità, indipendenza e patrimoniali stabiliti dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, su proposta della Consob.
È la forma praticata dai consulenti finanziari autonomi (CFA) e dalle Società di Consulenza Finanziaria (SCF). È regolamentata da norme molto chiare:
- Il consulente è pagato esclusivamente e direttamente dal cliente, tramite parcella professionale.
- È vietata ogni forma di incentivo o retrocessione da parte di banche, SIM o case prodotto.
- Il consulente è libero di scegliere qualsiasi strumento di mercato, senza cataloghi imposti.
- Non rappresenta banche o intermediari.
- Non può percepire provvigioni di alcun tipo.
- Non può detenere somme di denaro o strumenti finanziari dei clienti.
Questo modello è spesso indicato come “fee-only” o “a parcella”, ma attenzione: qui il termine è tecnico e normativamente definito.
2. La consulenza finanziaria non indipendente (art. 21 e 31 TUF)
È la forma erogata da banche, SIM e consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (CFAOFS).
L’articolo 31 del TUF, comma 2, recita:
“L'attività di consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede è svolta esclusivamente nell'interesse di un solo soggetto. Il consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede promuove e colloca i servizi d'investimento e/o i servizi accessori presso clienti o potenziali clienti, riceve e trasmette le istruzioni o gli ordini dei clienti riguardanti servizi d'investimento o prodotti finanziari, promuove e colloca prodotti finanziari, presta consulenza in materia di investimenti ai clienti o potenziali clienti rispetto a detti prodotti o servizi finanziari.”
Caratteristiche principali dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede:
- possono svolgere la consulenza nell’interesse di un solo soggetto, ovvero l’intermediario finanziario per il quale lavorano.
- Il compenso del consulente non può essere pagato direttamente dal cliente, ma passa attraverso la mandante (banca o SIM).
- La normativa consente la presenza di incentivi e retrocessioni (MiFID II, art. 24).
- L’universo strumenti è ampiamente definito, ma pur sempre limitato all’offerta approvata dall’intermediario.
- Le comunicazioni devono essere chiare e non fuorvianti (Regolamento Intermediari CONSOB n. 20307, art. 36).
- Non possono detenere denaro e/o strumenti finanziari dei clienti o potenziali clienti del soggetto per cui operano.
- A livello giuridico, non sono previsti gli stessi requisiti di indipendenza richiesti al consulente finanziario autonomo.
Si tratta di un modello del tutto legittimo e talvolta molto evoluto, ma non è consulenza indipendente.
Tabella comparativa – Consulenza finanziaria indipendente vs non indipendente
Caratteristica | Consulenza finanziaria indipendente (Consulenti finanziari autonomi – art. 18-bis TUF) | Consulenza finanziaria non indipendente (Banche, SIM, consulenti abilitati all’offerta fuori sede – art. 21 e 31 TUF) |
Remunerazione | Solo tramite parcella pagata dal cliente | Compenso tramite banca/SIM, anche con “fee” applicata al portafoglio |
Incentivi e retrocessioni | Vietati (MiFID II, art. 24) | Ammessi e regolamentati |
Conflitti di interesse | Ridotti al minimo strutturalmente | Potenziali conflitti legati agli incentivi e alla distribuzione |
Legami con intermediari finanziari | Nessuno. La consulenza è erogata direttamente al cliente. | Unico. Il consulente può svolgere la consulenza nell’interesse di un solo soggetto (banca o SIM) – art 31 TUF. |
Dove devono essere depositati i soldi del cliente | Il patrimonio del cliente può essere detenuto presso qualsiasi banca o intermediario. La consulenza non è legata al luogo dove sono depositati i soldi. | Il patrimonio del cliente deve essere detenuto presso la banca/SIM mandante. Il consulente non può consigliare su somme depositate presso altri istituti. |
Scelta degli strumenti | Totale libertà su qualsiasi strumento/fornitore. | Universo strumenti definito dalla mandante (pur ampio) |
Modello di servizio | A parcella (“fee only”) | A commissione (“fee-based”) |
Indipendenza | Sì: riconosciuta dalla normativa | No: servizio non indipendente |
Iscrizione Albo OCF | Sezione “Consulenti finanziari autonomi” | Sezione “Consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede” |
Chi paga il compenso | Direttamente il cliente | Il cliente paga la banca/SIM, che remunera il consulente |
Possibilità di percepire provvigioni | Nessuna | Possibile |
Catalogo prodotti | Nessun catalogo | Catalogo della banca/SIM |
Obblighi normativi di trasparenza | Art. 18-bis TUF, art. 24 MiFID II | Art. 21 e 31 TUF, art. 24 MiFID II |
Come si presenta al cliente | Parcella professionale, indipendenza, consulenza “solo nel tuo interesse” | Può usare modelli “fee”, ma il servizio resta non indipendente secondo la legge |
Controllo del supervisore | OCF + eventuali associazioni di categoria (es. NAFOP) | OCF + mandante (banca/SIM) |
Tipico beneficio percepito dal cliente | Neutralità totale e assenza di conflitti | Accesso a piattaforme, servizi bancari, operatività integrata |
Il problema nasce quando i termini vengono confusi
Negli ultimi anni è successo qualcosa di interessante: alcune reti bancarie hanno iniziato a proporre ai clienti contratti chiamati “fee-only” oppure “a parcella” tramite i propri private bankers, pur continuando a svolgere consulenza non indipendente ai sensi della legge.
Il ragionamento commerciale è semplice:
- il termine indipendente piace ai risparmiatori
- “a parcella” comunica trasparenza
- “fee-only” suona moderno e rassicurante
Così, anche se nella sostanza il servizio resta non indipendente, il linguaggio utilizzato richiama il modello indipendente.
Questo genera due effetti:
- il cliente può credere di aver acquistato un servizio indipendente anche quando non lo è;
- le reti attraggono più facilmente clienti grazie a un’immagine più “neutra”, “consulenziale”, “priva di conflitti”.
Non è una critica: è semplicemente una dinamica di mercato, comprensibile dal punto di vista commerciale.
A volte, anche la mandante può “chiudere un occhio” se un consulente usa espressioni che richiamano l’indipendenza. La comunicazione ambigua può risultare conveniente per la banca stessa, che con la “narrativa dell’indipendenza” riesce ad attirare più risparmiatori.
Come può orientarsi un risparmiatore?
La buona notizia è che esistono modi semplici, gratuiti e ufficiali per sapere con certezza se un professionista è un consulente indipendente oppure no.
1. Verifica l’Albo OCF
Collegati al sito OCF – Portale Organismo Consulenti Finanziari
Nella sezione “Trova gli iscritti” puoi cercare qualsiasi professionista.
Digita Cognome e Nome del consulente. Puoi avere solo due risultati:
- Consulenti finanziari autonomi → indipendenti / fee-only
- Consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede → non indipendenti / fee-based
Non serve interpretare nulla: la sezione dell’albo dice tutto.
2. Verifica la remunerazione del consulente
Un consulente indipendente:
- è pagato solo dal cliente,
- non percepisce provvigioni,
- non può ricevere incentivi.
Un consulente non indipendente:
- è retribuito attraverso la banca o SIM,
- può operare con una “fee”,
- ma non può essere pagato a parcella direttamente
Se stai pagando una fattura direttamente al tuo consulente finanziario, proprio come faresti con il tuo commercialista, architetto, o avvocato, allora hai a che fare con un professionista indipendente. In tutti gli altri casi, si tratta di consulenza non indipendente.
Non si tratta di “buono o cattivo”: sono semplicemente due modelli differenti.
3. Verifica se il professionista aderisce a un’associazione di categoria dedicata
In Italia esistono due associazioni riconosciute che riuniscono solo consulenti indipendenti o società di consulenza finanziaria indipendente.
Si chiamano Nafop e ASSOSCF. Vediamole insieme.
NAFOP – National Association of Fee-Only Planners
Fondata nel 2005, Nafop è l’Associazione Italiana dei Consulenti Finanziari Autonomi che prestano la Consulenza Finanziaria Indipendente Fee-Only e sono iscritti all’Albo in un’apposita sezione a loro dedicata.
Nel nuovo Albo, nato il 1° dicembre 2018, l’associazione NAFOP ha un proprio rappresentante che siede nel board dell’Organismo di vigilanza e tenuta dello stesso (OCF).
L’adesione è un ulteriore indicatore di trasparenza e coerenza con il modello indipendente.
Cliccando su “Inizia la ricerca” puoi trovare il consulente finanziario indipendente nella zona che preferisci:
ASSOSCF - Associazione delle Società di Consulenza Finanziaria Idipendente
Se stai cercando invece una società di consulenza finanziaria indipendente, puoi esplorare il sito di ASSOSCF.
Cliccando su “Trova la tua SCF”, potrai iniziare una ricerca basata per nome associato, indirizzo, CAP:
Grazie a questa ricerca sarai in grado di trovare la Società di Consulenza Finanziaria Indipendente che fa al caso tuo.
Perché questa chiarezza è così importante?
Questo articolo (e la chiarezza in generale) non serve creare divisioni tra professionisti: nel settore ci sono eccellenze in tutti i modelli.
La chiarezza serve perché:
- permette ai risparmiatori di capire cosa stanno acquistando;
- evita fraintendimenti nati da termini usati in modo ambiguo;
- promuove trasparenza e fiducia in un momento storico in cui la finanza è già abbastanza complessa.
La consulenza finanziaria, indipendente o non indipendente che sia, funziona meglio quando è chiara per tutti.
Un invito alla trasparenza
Come consulente finanziario indipendente associato Nafop, credo che la differenza principale non sia “chi è migliore”, ma quale modello rispecchia meglio le esigenze del cliente.
Per questo è importante che le parole vengano usate con attenzione: “consulenza indipendente”, “a parcella”, “fee-only” hanno un significato preciso nella normativa italiana ed europea.
Comprenderlo aiuta tutti: clienti, consulenti, intermediari.
E come in tutte le cose, la trasparenza è la strada più breve (e anche la migliore) per costruire fiducia.
Se desideri approfondire come funziona davvero la consulenza finanziaria indipendente o vuoi capire quale modello si adatta meglio ai tuoi obiettivi, sono sempre disponibile per un confronto.
A presto,
Francesco
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