ETF: come sceglierli

ETF: come sceglierli?

Ti hanno detto che gli ETF sono strumenti efficienti per investire. E che non ti verranno promossi dalla tua banca.

È vero. Lo dico anche io. Se non sai cosa sono e come funzionano, te lo spiego in questo articolo.

Oggi vedrai come si fa a sceglierli. Faremo un focus sui criteri di scelta degli ETF.

ETF in breve

Ripasso veloce.

Un ETF, in genere:

  • è un fondo di investimento
  • è gestito passivamente
  • riproduce un indice di mercato
  • può essere ad accumulo o a distribuzione
  • è uno strumento efficiente e diversificato
  • ti costa poco, quindi in banca non te ne parlano
  • lo puoi acquistare tramite un broker online (anche tante banche offrono questo servizio, ma comunque continuano a non dirtelo)
  • e chi lo usa ottiene risultati migliori del 99% degli investitori (perché quel 99% usa i prodotti costosi delle banche, che è ciò di cui invece loro ti parlano)
 

Se le cose scritte sopra ti sono nuove, ti consiglio di leggere prima l’articolo che ti ho indicato poco fa.

ETF: ecco come sceglierli

Quali sono i criteri di scelta di un ETF?

Se vuoi guardarci dentro, devi valutarlo per come è costruito.

Cioè, queste cose:

  • che indice replica
  • come lo replica
  • quanto è grande
  • quanto ti costa
  • che valuta usa come riferimento (euro, dollaro eccetera)
  • come usa i dividendi (se ETF azionario) o le cedole (se ETF obbligazionario)
 

Dove puoi trovare queste informazioni?

Un sito utilissimo (forse il più usato) è justetf.com

Te lo faccio vedere.

Indice di riferimento

Prendi un ETF che rappresenta il mercato azionario mondiale.

L’indice di riferimento è ad esempio il MSCI All Country World Index (ACWI).

Ha dentro migliaia di titoli azionari. Ci sono sia aziende molto grandi sia di medie dimensioni. Di tutto il mondo.

Quindi troverai aziende sparse in tutta America, Europa, Giappone, Cina, India, Brasile eccetera.

Tutte quante prese insieme fanno la stragrande maggioranza del mercato azionario mondiale.

Sul sito justetf.com puoi trovare un ETF su questo indice semplicemente inserendo nella barra di ricerca le parole “all country world”.

Il sito restituirà un elenco di ETF che replicano l’indice scelto.

Scegliamo a titolo di esempio il SPDR MSCI ACWI UCITS ETF e guardiamolo da vicino.

Questo è uno dei possibili ETF proposti.

Se ci schiacci sopra, ti si apre una pagina come questa qui sotto.

Dimensione del fondo

Per prima cosa guarda la dimensione del fondo:

Il fatto che sia grande (quadratino verde) ti fa capire che è molto liquido.

Che significa?

I fondi grandi sono più sostenibili, hanno meno spese e tendono a durare di più nel tempo.

Hanno anche almeno altri due vantaggi:

  • se è liquido, il fondo è più sostenibile. Ciò si riflette in spese di gestione minori. Questo aspetto avvantaggia gli investitori: l’investimento è più efficiente.
 
  • sui mercati regolamentati, la domanda e l’offerta si incontrano tramite un intermediario detto market maker. Il market maker fa da dealer tra compratori e venditori, e assicura la liquidità negli scambi. In cambio di questo, applica una differenza di prezzo. Se vuoi vendere un ETF, te lo compra lui a un prezzo più basso del prezzo di mercato. Se lo vuoi comprare, te lo vende lui a un prezzo più alto del prezzo di mercato. Questa differenza di prezzo viene chiamata spread denaro-lettera. Se l’ETF è molto liquido, lo spread è piccolo. Questo perchè per il market maker è poco rischioso comprare o vendere per te: trova sempre la controparte nello scambio. Questo è un vantaggio per te, perché paghi meno costi di transazione.

ETF: come sceglierli per la tipologia di replica e altre caratteristiche

Passa ora alla scheda informativa e al KIID.

Sono due documenti nei quali puoi trovare le altre caratteristiche che ti servono.

Nella scheda informativa trovi una cosa come questa:

  • ISIN: è il codice identificativo unico per questo ETF. Se lo vuoi comprare, è questo il numerino da inserire sulla tua piattaforma di trading online.
 
  • Metodologia di replica: puoi trovarne 3:
 
  1. Replica fisica: l’ETF contiene fisicamente tutti i componenti dell’indice. 
  2. Replica ottimizzata: l’ETF contiene un campione statisticamente significativo dell’indice, in modo che la performance dell’ETF coincida il più possibile con quella dell’indice.
  3. Replica sintetica: l’ETF non contiene fisicamente i titoli, ma ottiene il rendimento dell’indice per mezzo di un contratto che stipula con una controparte terza. L’ETF stringe un accordo con un intermediario finanziario, che si impegna a consegnare il rendimento dell’indice in cambio di una commissione. Si dice che la replica è basata su swap.

Distribuzione dei dividendi

Abbiamo già affrontato la questione in questo articolo.

Ci sono due modi di usare i dividendi/cedole.

Ti riassumo i concetti:

  • Accumulazione: i dividendi staccati dalle aziende vengono reinvestiti nel fondo. In questo modo sfrutterai l’interesse composto. Utilissimo se vuoi far crescere il tuo capitale nel tempo.
 
  • Distribuzione: i dividendi ti arrivano sul conto corrente tassati. Utile se vuoi ottenere una rendita dal tuo capitale investito.
 

Rischio valuta: valuta di scambio

Il discorso valuta merita un approfondimento.

Se vai su justetf.com e scegli questo ETF, vedrai che il suo prezzo è in euro.

Mentre sto scrivendo, una quota di questo ETF costa 169,54 €:

Se lo vorrai comprare infatti, spenderai euro, visto che sei in Italia.

La valuta di scambio di questo ETF sul mercato borsistico di Milano è quindi l’euro.

Accade la stessa cosa anche sul mercato tedesco (Xetra) e francese (Parigi), mentre sui mercati di Londra e Zurigo, invece, potrai negoziarlo anche in altre valute, rispettivamente la sterlina e il franco svizzero.

Trovi questa informazione nella scheda informativa, è una cosa fatta così:

Domanda:

e se lo stesso ETF lo compri sulla borsa di Londra, in sterline, ci perdi?

No. Non cambia niente. Gli euro che usi vengono convertiti istantaneamente in sterline e fine. Diventa importante se sei un professionista del mercato. E nemmeno sempre.

Rischio valuta: valuta della classe di azioni

Se entri nella scheda informativa che ti ho fatto vedere poco fa e trovi anche:

  • Valuta della classe di azioni: dollari (USD)
  • Valuta del fondo: dollari (USD)
 

Che significa?

La valuta della classe di azioni è la moneta di base di quell’azione. La valuta di Apple sarà il dollaro, visto che è americana. Mentre quella di Siemens sarà l’euro, visto che è tedesca.

L’indice ACWI ha dentro entrambe Apple e Siemens. Quale valuta userà?

Usa i dollari, perchè la maggior parte delle azioni che tiene in pancia sono in dollari.

Nell’ACWI le aziende americane pesano infatti oltre il 50% di tutto l’indice.

Quindi, se investi in un indice con classe di azioni in dollari, sei esposto al rischio di cambio. Non è una cosa né positiva né negativa, potrebbe andare a tuo favore o meno a seconda di come variano i tassi di cambio.

Se ti becchi un periodo con euro forte e dollaro debole in un mercato rialzista, la cosa andrà a tuo sfavore. Le aziende americane staccano dividendi in dollari e le loro azioni guadagnano dollari. Ma tu usi gli euro, che stanno valendo più dei dollari. Il tuo investimento crescerà meno in euro.

Viceversa, in un mercato ribassista, se l’euro è forte sul dollaro sei avvantaggiato. I titoli scendono in dollari, ma la tua caduta in euro è frenata: l’euro è forte.

Lo schema sotto aiuta a capire:

Rischio valuta: valuta del fondo

La valuta del fondo esprime la gestione delle attività dell’ETF.

Cioè:

  • l’ETF fa dei report e distribuisce i dividendi o le cedole. Se la valuta del fondo è il dollaro, lo fa in dollari
  • la tua banca prende questi dollari e li converte in euro
  •  fine.
 

Di solito, la valuta della classe di azioni e la valuta del fondo coincidono.

MA c’è sempre la solita eccezione.

Potresti voler comprare azioni di aziende straniere, espresse in dollari per esempio, senza tuttavia esporti al rischio di cambio euro-dollaro.

Se vuoi eliminare questo rischio, devi usare un ETF hedge.

Hedge significa “coperto”. Questi ETF sono quindi currency hedge, cioè coperti dal rischio di cambio.

Non importerà nulla di quanto cambi il dollaro sull’euro. Questi ETF sono costruiti con delle assicurazioni contro le fluttuazioni dei tassi di cambio.

Normalmente, riconosci questi ETF dalla parola “hedge” nella loro descrizione.

Guarda questo esempio:

ETF sull’indice americano S&P500, con copertura valutaria in euro

Se apri la sua scheda informativa, è espressamente detto che i titoli sono in dollari (sono tutte aziende americane) ma l’ETF offre una protezione contro il rischio di cambio.

ETF: spese di sottoscrizione e rimborso

Quanto costa l’ETF e che impatto ha?

Nel KIID troverai una tabella fatta così:

Facciamo qualche commento.

Tu stai investendo i tuoi soldi e li stai rischiando. Cioè sei tu che ti stai esponendo, nessun altro.

Per questo motivo, se metti 1.000 € vorrai che siano investiti tutti quanti, o almeno il più possibile.

Il broker (che non è l’ETF, ma è la tua banca online che acquista l’ETF per te) di solito trattiene qualche soldo per l’esecuzione dell’ordine.

Se anche l’ETF ti togliesse qualcosa per le spese di sottoscrizione e rimborso (prime due voci), capisci subito che le cose non si mettono bene per te. Tutti quei soldi spesi in commissioni sono soldi che poi dovrà recuperare il tuo investimento!

E più soldi sono, più difficile sarà.

ETF: spese di performance

Le spese di performance sono quelle legate al rendimento.

Siccome i rendimenti li danno i mercati, e non c’è nessuna prova che dipendano dalla bravura di un gestore (anzi, ci sono evidenze opposte: più la gestione è attiva e meno rende), non ha nessun senso pagare una commissione di performance!

Perché lo dico?

Perché qualunque prodotto bancario ti fa pagare le spese di performance, come se i risultati dipendessero da loro.

Avrebbe senso pagarle se il prodotto facesse meglio dell’indice con regolarità.

La verità è che è esattamente il contrario.

Nel 90% dei casi, già a 5 anni i prodotti bancari non battono il mercato.

Quindi perchè pagare una commissione per guadagnare di meno?

Il rendimento degli investimenti è per natura incerto.

Non fidarti di chi ti dice “le spese di performance sono giustificate, perché il nostro prodotto rende”.

Magari un anno ha fatto meglio dei mercati, ma non può sapere cosa farà in futuro.

Il punto è che per i prodotti bancari o assicurativi le commissioni le paghi ugualmente, anche quando il prodotto va peggio del mercato.

ETF: spese correnti

Il cuore dei costi di un ETF è questo: le spese correnti, ovvero quanto preleverà l’ETF dal tuo investimento.

In realtà è il cuore un po’ di tutti i fondi comuni, non solo degli ETF.

In questo articolo ti mostro l’impatto dei costi sul tuo investimento.

Ora prendiamo un benchmark che, al termine di un periodo di 20 anni, ha reso una media del 7% annuo. È assolutamente plausibile per un investimento azionario.

Ora prendiamo due piani di accumulo da 3.000 euro all’anno:

  • il primo è fatto con uno strumento che costa lo 0,2% di spese correnti
  • mentre il secondo costa il 2%.

 

Guarda che differenza.

Il PAC n°2 ha reso il 20% in meno!

È l’effetto dei costi.

Regola d’oro degli investimenti: meno spesa massima resa, è questo che funziona.

Spero di averti chiarito le idee su cosa guardare se stai puntando agli ETF.

In azione

ETF: come sceglierli

In questo articolo ti ho mostrato i criteri di scelta di un ETF.

Se stai valutando un ETF, dai priorità a questi aspetti:

  • dimensione dell’ETF: più è liquido e meglio è
  • costi correnti: privilegia gli ETF meno costosi a parità di indice replicato
  • tipologia di replica: in linea generale, punta a ETF a replica totale o ottimizzata
  • uso dei dividendi: scegli accumulo o distribuzione a seconda del tuo scopo di investimento
  • valuta della classe del fondo: presta attenzione all’esposizione valutaria. Non è nè un male nè un bene. Devi esserne consapevole.

 

Un abbraccio,

 

Francesco

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