Investire in oro conviene? Rischi pro e contro

Indice

Conviene investire in oro?

Come si investe in oro, e quali rischi si corrono?

L’oro viene spesso identificato come un investimento sicuro, ma è davvero così?

Cosa devi considerare prima di investire in oro, e in quali contesti offre davvero protezione per il tuo portafoglio?

Oggi scopriamo come si investe in oro, quando conviene farlo e soprattutto i rischi collegati all’investimento in questo metallo prezioso.

Seguimi.

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L’oro conviene come bene rifugio?

L’oro è un metallo prezioso utilizzato dagli investitori come safe haven.

L’oro offre infatti protezione durante i periodi di incertezza economica. 

Per esempio, questo può accadere quando:

  • Si teme una recessione
  • Compare la minaccia di inflazione
  • La credibilità delle banche centrali e il sistema di valute fiat (euro, dollaro, eccetera) sono in discussione.

 

In questi contesti, l’oro viene considerato un bene rifugio e il suo prezzo potrebbe salire.

I periodi di instabilità sono considerati quindi momenti in cui conviene di più investire in oro.

Investire in oro, infine, tende a ridurre la volatilità complessiva del portafoglio.

Conviene investire in oro quando i tassi reali scendono

In genere, l’oro è correlato negativamente all’andamento dei tassi reali.

Tassi reali = Tassi nominali - inflazione

Questo significa che quando i tassi nominali scendono, oppure l’inflazione sale, o una combinazione dei due, l’oro tende a salire.

La correlazione negativa tra oro e tassi reali è stata infatti abbastanza evidente negli ultimi 20 anni:

Immagine che mostra le performance dell'investimento in oro rispetto ai tassi reali

Talvolta, però, oro e tassi reali si decorrelano o si correlano positivamente, come nel 2022. 

In questi contesti investire in oro potrebbe presentare più rischi che opportunità.

Se guardiamo nel lungo periodo, comunque, si direbbe che conviene investire in oro quando i tassi reali scendono. 

In questi contesti, infatti, l’oro si apprezza.

Perché accade?

Proviamo a dare una possibile spiegazione.

Oro e tassi nominali

L’oro non paga interessi. 

Se investo in oro, quindi, perdo l’opportunità di investire in azioni che pagano dividendi, o obbligazioni che pagano cedole.

Investire in oro significa dunque sostenere un costo-opportunità.

Per esempio, se i tassi nominali salgono molto, detenere oro può essere svantaggioso. Il mercato obbligazionario offre rendimenti interessanti, mentre l’oro non paga nessuna cedola.

In questi periodi, gli investitori ci pensano due volte prima di comprare oro e rinunciare alle grasse cedole offerte dalle obbligazioni.

Nelle fasi in cui i tassi nominali scendono, invece, il costo-opportunità per detenere oro si riduce. 

Infatti, in questi contesti il mercato obbligazionario perde competitività. Questo è favorevole all’oro.

Nei periodi di tassi nominali in discesa, quindi, l’oro torna ad essere appetibile e viene considerato come opportunità alternativa al mercato obbligazionario.

Oro e inflazione

Nei periodi ad alta inflazione, gli investitori di solito preferiscono detenere oro, perché tutto si svaluta.

Il denaro fiat si svaluta. 

Le cedole delle obbligazioni che pagano un tasso fisso si svalutano.

Nei contesti inflattivi, quindi, l’oro potrebbe registrare buone performance:

Bisogna tuttavia considerare l’effetto combinato di tassi nominali e inflazione per studiare meglio il comportamento dell’oro.

Se l’inflazione sale, ma i tassi nominali salgono più in fretta, l’oro potrebbe deprezzarsi.

Per esempio, proviamo a valutare il ribasso dell’oro nel periodo marzo-luglio 2022, negli USA.

L’inflazione saliva, ma i rendimenti nominali sull’obbligazionario stavano salendo più rapidamente.

In questo periodo, l’oro ha perso quasi il 20%, guarda il grafico sotto. 

Infine, da luglio 2022 fino a novembre 2022, l’inflazione negli USA è scesa, e i rendimenti nominali hanno continuato a salire.

Entrambi i fattori sono sfavorevoli all’oro, che ha registrato ulteriori cattive performance.

Nella parte finale del 2022 e inizio 2023, invece, i rendimenti delle obbligazioni sono scesi un po’.

Questo potrebbe aver favorito la quotazione dell’oro nella parte finale del 2022 e inizio 2023:

Immagine che mostra il grafico delle performance dell'oro rispetto ai tassi nominali e all'inflazione

In definitiva, sembra conveniente investire in oro quando i tassi reali scendono, ovvero quando:

  • I rendimenti delle obbligazioni scendono
  • L’inflazione sale
  • O una combinazione dei due fattori

 

Alternative all’oro per investire in periodi di inflazione?

Scopri i BTP Italia:

Investire in oro conviene quando il dollaro è debole

L’oro è espresso in dollari, come molte altre materie prime.

Immagina che il prezzo dell’oro rimanga fermo.

Se il dollaro sale, l’oro tende a scendere. Infatti, posso comprare la stessa quantità di oro con meno dollari.

Al contrario, se il dollaro scende, l’oro tende ad apprezzarsi.

Storicamente, conviene quindi investire in oro quando il dollaro è debole e si deprezza rispetto alle altre valute.

Tra oro e dollaro tende quindi ad esserci una correlazione negativa:

Immagine che mostra la correlazione dell'oro rispetto al dollar index

La correlazione negativa non è sempre presente, come nel 2019 e nel 2020.

Anche nel 2022 sembra che la correlazione negativa tra oro e dollaro sia andata persa, per poi ritornare nel 2023.

Tuttavia, in tutto il periodo dal 2015 al 2019, in alcuni tratti del 2020 e in tutto il 2023, la correlazione negativa tra oro e dollaro è stata abbastanza evidente.

Oro e mercati azionari

Conviene investire in oro quando i mercati azionari scendono?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo verificare che l’oro sia davvero decorrelato dai mercati azionari.

In genere, si crede che l’oro sia un bene rifugio quando tutto va male.

Per esempio, quando il mercato azionario scende, di solito gli investitori comprano titoli di stato.

L’acquisto massiccio di titoli di stato tende a far abbassare i loro rendimenti.

Quando i rendimenti nominali sull’obbligazionario si abbassano, in genere anche i tassi reali scendono, e l’oro dunque tende a salire.

Si potrebbe quindi ipotizzare una correlazione negativa “indiretta” tra il mercato azionario e l’oro.

In questi contesti, l’oro è un ottimo elemento di diversificazione in un portafoglio.

Comprare oro quando i mercati azionari scendono potrebbe quindi rivelarsi un’ottima occasione.

Per esempio, nel periodo da fine 2000 al 2003, mentre il mercato azionario crollava, l’oro si è apprezzato del 32%, ed è stato un’ancora di salvezza per molti portafogli:

Immagine che mostra la performance dell'oro rispetto a quella del mercato azionario S&P500

Tuttavia, dobbiamo tenere a mente che le correlazioni cambiano nel tempo.

Non sempre l’oro controbilancia le cadute del mercato azionario.

Per esempio, nel 2022 la correlazione tra oro e mercato azionario è stata positiva, ed entrambi hanno registrato pessime performance.

In definitiva, quindi, l’oro attraversa delle fasi in cui è correlato negativamente ai mercati azionari, e altre fasi in cui la correlazione negativa diventa debole o assente, o addirittura si inverte.

Quando la correlazione con i mercati azionari è negativa, l’oro offre la massima protezione in caso di rovesci del mercato e viene trattato come vero e proprio bene rifugio.

In questi contesti, investire in oro potrebbe essere una mossa vincente.

Ecco un grafico di lungo periodo con correlazione Oro – S&P 500 a 4 anni circa:

Immagine che mostra la performance di lungo periodo dell'oro rispetto al mercato azionario S&P 500
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Come investire in oro?

Ora potresti chiederti: come investire in oro?

Ti lascio alcune opzioni rapide:

  • Puoi comprare oro fisico. Per esempio, sotto forma di lingotti d’oro, o gioielli. Il vantaggio è che acquisti direttamente la materia prima. Lo svantaggio è che ti devi preoccupare di come custodirla.

 

  • Acquisti azioni minerarie: questo è un modo un po’ “indiretto” di esporsi all’oro. Stai acquistando azioni di aziende che operano nel settore minerario. Il loro andamento è certamente legato alle performance dell’oro, ma in questo caso si aggiunge anche il rischio specifico del titolo (o del settore, se compri un paniere) oltre al rischio sistematico dei mercati azionari

 

  • Compri un ETF o un ETC sull’oro: in questo caso, puoi esporti direttamente alla materia prima, oppure a un paniere di azioni minerarie. Se vuoi esporti alla materia prima, puoi acquistare un ETC che acquista oro fisico, come Invesco Physical Gold A. In alternativa, puoi acquistare un ETC sull’oro coperto in Euro.

 

  • Futures e prodotti a leva: un altro modo per esporsi all’oro è tramite l’acquisto di contratti futures, oppure per mezzo di prodotti a leva. Io sconsiglio di utilizzare la leva in generale, perchè è facile perdere molti soldi.

Conclusioni: Conviene investire in oro?

Conviene investire in oro?

Io penso che vadano distinte due situazioni:

  • Situazione 1: se vuoi investire in oro per speculare, dovresti costruire una strategia di breve – medio periodo basata su indicatori tecnici o altri segnali per individuare i momenti migliori per acquistare e vendere oro. Per esempio, potresti monitorare l’andamento dei tassi reali, e scommettere sull’oro quando questi scendono.

 

  • Situazione 2: se intendi investire in oro come asset strategico del tuo portafoglio, cerca prima di stabilire una percentuale ragionevole da tenere. Per esempio, per avere un minimo di beneficio di diversificazione, potresti voler avere il 5% – 10% del tuo portafoglio in oro. Alcuni portafogli di lungo periodo, come il Golden Butterfly, arrivano a detenere il 20% di oro come asset strategico. Cerca di comprendere le tue caratteristiche personali e la tua predisposizione a sopportare i rischi, e poi agisci di conseguenza. In ogni caso, ricordati di ribilanciare il tuo portafoglio con regolarità.

 

A presto,

Francesco

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5 risposte

  1. ciao, bel sito, semplice e lineare. pensavo: se io adotto una semplice strategia ovvero investire in azioni di aziende “too big to fail” con storico quasi del tutto positvo, e mi informo ogni tot giorni sulla loro situazione, scegliendo sempre brand che vanno forte, posso avere un piano solido di investimento? tipo investo 1000 in meta, 1000 in unicredit, poi ferrari, nvidia, microsoft, coca cola… ogni tot settimane\mesi vendo se ho guadagnato e valuto cosa ricomprare.

    1. Ciao Gianluca,
      grazie del complimento. Non conoscendo la tua situazione personale e la tua propensione al rischio, faccio fatica a dire se si tratti di un buon piano di investimento. Quello che posso dirti è che a inizio 2000, Enron era una multinazionale enorme e considerata “too big to fail”. Lo era anche Lehman Brothers, nel 2008. E anche Blockbuster, nel 2010. Sono tutte fallite. La tua strategia ha degli spunti interessanti, ma non partirei dal presupposto del “too big to fail”, perchè di garanzie non ce ne sono. Non è nemmeno detto che le aziende con brand forte siano sempre anche degli ottimi investimenti. A proposito di questo ho scritto un pezzo: Cattive aziende possono essere buoni investimenti?. Dipende poi dal periodo di acquisto, e da quanto le conosci. Per investire seriamente in stocks singole, a parte qualche piccola scommessa “per gioco”, ti consiglierei di approfondire molto bene il loro business, i competitors, i parametri finanziari, la qualità del management, eccetera. In genere, per un l’investitore medio conviene investire nei mercati globali come punto di partenza, e poi se vuole può affiancare un portafoglio più piccolo dove eseguire strategie più rischiose come quella che segnali tu. Ciao!

      1. quindi non ti sembra granchè? ti dico che blockbuster l’avrei evitata facilmente, visto l’arrivo prevedibile di internet, mentre per le altre due credo si tratti di eventi imprevedibili e improvvisi. non credo di avere il tempo e la capacità di valutare tutti i parametri che hai scritto, ma il mio punto è prendere brand solidi nel tempo che non hanno virtualmente motivo di recedere nel breve periodo. investirei su brand che tocco con mano, che conosco e di cui sono appassionato. pur non avendo la capacità di valutarli gestionalmente, posso ben valutarne i prodotti di qualità. per esempio, Nvidia va molto forte, tra poco uscirà la serie 5000 super attesa, che sicuramente stravenderà, AMD è un grande competitor che assicura a questo settore una crescita sana. discorso simile per ferrari, sta producendo e programma di produrre più modelli di quanti ne abbia mai avuti nella gamma. i modelli sono prenotati in tutto-esaurito prima ancora del loro annuncio. è appena entrata e ha vinto nel secondp campionato motorsport mondiale (wec), ha appena annunciato un grande pilota nelle sue fila per il 2025. in sostanza, io sono sicuro che questi brand cresceranno nel breve termine, mi informo continuamente sul loro andamento economico reale, materiale, tangibile; e non trovo motivo alcuno per una crisi, infatti quando mai un consumatore di un prodotto tanto buono dovrebbe volerlo criticare o smettere di comprarlo? male che vada parliamo di uno stallo per saturazione. credi che la conoscenza concreta del prodotto basti a riflettere la sua preformance finanziaria o le due cose sono (in quale misura poi?) sganciate? grazie per la prima risposta e grazie ancora se vorrai rispondere di nuovo!

        1. Ciao Gianluca, le ragioni che porti ci stanno tutte, e anzi è bene che un investitore si ponga certe domande prima di acquistare stocks singole. Il tuo è un approccio basato sulla bontà delle aziende sottostanti e dei loro prodotti/servizi, e ricorda vagamente il criterio di selezione secondo il fattore “quality”, tra gli altri. E’ un approccio sensato, ma è da approfondire, secondo me. La conclusione un po’ meno scontata è che aziende eccellenti selezionate secondo questo criterio siano di conseguenza anche degli ottimi investimenti sui mercati azionari. Purtroppo non sempre è così, e il motivo è semplice: il prezzo di oggi delle azioni che citi probabilmente sconta già le aspettative dei risultati di business di domani. Se il mercato si aspetta che la nuova uscita di NVIDIA stravenderà, è facile che il prezzo di oggi di NVIDIA già rifletta questa aspettativa. Se NVIDIA stravende davvero, non è detto che il suo prezzo salga, era già atteso. Più probabile che il suo prezzo scenda se l’aspettativa sulle vendite non venisse confermata dai fatti. Il rischio per te è che le aziende che selezioni siano prezzate secondo le aspettative più rosee, e poi perdano lustro nel tempo. Detto questo, non voglio dire che sia una cattiva strategia. Come dicevo, dipende anche dal periodo in cui compri. Mi preparerei un po’ di più sui dati delle aziende, stabilirei quanta % max di portafoglio dedicare allo stock picking e soprattutto una strategia di uscita (o non uscita), sia quando i prezzi salgono che quando scendono. Se stabilirai prima che comportamento adottare nei vari momenti, le tue chance di successo aumenteranno (NVIDIA scende di prezzo in modo inatteso, che faccio? Compro o vendo? Se compro, quanto compro? NVIDIA sale moltissimo di prezzo, che faccio? Compro o vendo? Se vendo, quanto vendo?). Cerca di porti un obiettivo. Se ti fai queste domande prima di investire e scrivi un piano, otterrai risultati maggiori e rimorsi inferiori :). Ciao!

          1. ho capito, approfondirò e farò un piano, dopo essermi letto tutti gli articoli del blog. grazie!

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